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Qualche dato

In Italia ci sono 1.000 nuovi casi di tumore ogni giorno, nonostante il numero sia ancora alto, il trend dell’incidenza appare in netto calo negli uomini e ancora stabile nelle donne. La sopravvivenza, principale risultato in campo oncologico (permette di valutare l’efficacia del sistema sanitario nei confronti di questa patologia), continua ad aumentare, ma al Sud è di 4-10 punti percentuali più bassa che al Centro-Nord, due gli aspetti che definiscono questi risultati: la fase nella quale viene diagnosticata la malattia e l’efficacia delle terapie intraprese. Negli uomini la sopravvivenza a 5 anni è di circa 10 punti percentuali più bassa rispetto a quella delle donne in gran parte legata al fatto che nelle donne il tumore più frequente è quello alla mammella, caratterizzato da una buona prognosi.

Le criticità presenti all’interno dei sistemi sanitari delle Regioni non sono quindi limitate alla fase diagnostica, ma sono presenti anche nelle successive fasi di gestione della malattia. Gli elementi di criticità sono dovuti a:

  • ritardo diagnostico che determina la rilevazione della malattia in fase più avanzata e, quindi, con prognosi peggiore;
  • disuguaglianze nell’accesso ai percorsi diagnostico-terapeutici;
  • qualità dei servizi di diagnosi e cura erogati;
  • ridotta introduzione di modelli di trattamento multidisciplinare.

 

Negli anni l’attività del terzo settore e delle associazioni di volontariato (onlus), hanno permesso di colmare sempre più le distorsioni e le lacune del Servizio Sanitario Nazionale, riuscendo a raggiungere in molti casi ottimi livelli. Effettivamente molto è stato fatto nella fase di diagnosi precoce e prevenzione, così come nell’assistenza del malato operato.

Eppure il momento compreso tra la diagnosi della malattia oncologica e l’inizio delle terapie che rappresenta quindi l’elemento cruciale per meglio definire il corretto timing nella cura dei tumori, risente ancora di un ritardo di interesse e di assistenza. Nessuna malattia come il cancro è oggetto di miti e credenze, superstizioni e informazioni falsate. Le credenze errate possono anche portare i cittadini a comportarsi in modo negativo nei confronti della salute: per esempio la convinzione che operare un cancro può portare alla disseminazione delle cellule maligne, o che la radioterapia sia più pericolosa della malattia stessa, può indurre a rifiutare cure che costituiscono invece la sua possibilità di salvezza. Le nozioni che acquisiamo ogni giorno, grazie al lavoro dei ricercatori, servono proprio a diradare le incertezze e a fornirci solide basi per scegliere la migliore cura possibile o il giusto comportamento”.